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Andrea Alfieri

altPrima d’incontrare Andrea ho incontrato le sue foto, per caso. Le ho guardate, forse con un po’ di sufficienza, dato il luogo informale, a casa sua, dove mi trovavo per tutt’altri motivi.
La moglie, sua fedele sostenitrice, non finiva mai di sottopormi immagini pulite ed essenziali, tutte stampate con cura meticolosa su carta cotone di grande formato.
Voglio conoscerlo e, dopo qualche giorno, lo incontro.
Fin dalle prime frasi appare chiaro che si tratta di una persona con lo sguardo, fotograficamente parlando, rivolto in avanti: ha iniziato ad avere riconoscimenti importanti trent’anni fa, ma ne fa solo un cenno, giusto per dire che lui, quelle vecchie foto, non le guarda più da tanto tempo, anzi, durante la visita, mi mostra solo il suo precedente “periodo” più prossimo e quello attuale, ancora in evoluzione.
Ma il passato, a mio parere, racconta il presente; la sua esperienza di stampatore e il contatto con gli esigenti professionisti dell’immagine, hanno forgiato e affinato la sua indubbia dote per la cattura, l’elaborazione e la realizzazione finale della fotografia. La visita continua passando dal suo archivio, dove decine di confezioni di Carta Epson A2 stanno lì a contare l’impressionante produttività e gli innumerevoli scatti “buoni” da stampare. Ne prende un paio, per mostrarmi una cinquantina di stampe curatissime, un paio di temi che raccontano due luoghi. Materiale eccellente, già pronto, volendo, per un paio di mostre.
Poi, nel suo studio, mi fa vedere le stampe del periodo attuale (ancora un centinaio di stampe!), la naturale evoluzione del fotografo che ha già raggiunto i suoi obiettivi nella rappresentazione “tradizionale” e si muove verso la ricerca di un personale mezzo espressivo. Le immagini, già perfette per composizione e realizzazione, acquistano ora un “carattere” personale, che le scolla dagli stereotipi della costruzione aurea fine a se stessa, pur senza rinnegarla, e le proietta in un luogo artistico nuovo, apparentemente familiare e raggiungibile, gradevole ma non edulcorato, a volte rude ma senza eccessi, mai gratuito.Vedo foto che raccontano la vita e la firma, inequivocabile, di un artista.

Riccardo Innocenti


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