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“Profili urbani” - il senso di una mostra

Case, strade, piazze, giardini; poi, ancora palazzi, cortili e viali. Insomma, la rappresentazione del termine urbe che, derivando dal latino classico urbs, diventa sinonimo letterario per connotare la città. Ovvero gli spazi e i volumi, le luci e le ombre voluti "dall'uomo per l'uomo" nella scelta di una prerogativa antica: l'aggregazione che consente di vivere una quotidianità comunque diversa e libera a ogni individuo.

Ne "La felicità dell'architetto" (novembre 1948) Giovanni Michelucci scriveva così:

"Io penso e credo in un tempo, vicino o lontano, in cui come nelle antiche civiltà tutto ciò che servirà alla vita sarà vero, nato cioè spontaneamente con compiuta conoscenza delle possibilità pratiche, economiche, tecniche e con piena convinzione che la struttura non si deve nascondere o mascherare ma salvare nella forma e che il gusto si modella sulla forma che nasce con l'urgenza e l'evidenza di un fatto vitale. Allora le case, gli edifici pubblici, la forchetta, il ferro da stiro testimonieranno della unità d'intendimenti di un popolo, di affermare senza equivoco la propria realtà e la fiducia nella validità del proprio tempo; ogni oggetto troverà la sua forma nella collaborazione di una collettività, dove le qualità native diversissime di ciascuno potranno essere pienamente valorizzate e potenziate."

Condividendo quel pensiero il Gruppo Fotoamatori Pistoiesi propone la mostra collettiva 2012 "Profili urbani" che, cercando di cogliere la realtà urbana, se ne fa interprete testimoniando i soffi di vita che l'attraversano. Non tralasciando certo di seguire l'idea del Maestro quando ancora dice "Prendere contatto con la vita, guardare all'uomo ed attenersi al suo dettato, non significa registrare la realtà umana così come si pone quotidianamente con i suoi lati positivi e negativi: né significa registrare le sue fattualità puntuali. Significa invece capire lo stato di civiltà, il modo di essere e di sentire dell'uomo, la via del suo destino, per proporre alternative di libertà."

Carlo Bartolini


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