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Castenaso e le scatole cinesi

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Sulla strada del ritorno a Pistoia la mente è ancora straripante di piacevoli avvenimenti successi in quest’ultima domenica di maggio, durante la nostra visita a Castenaso, dagli amici del locale club fotografico La Rocca.

Con il senno del poi, riassumendo la giornata, è come se avessimo aperto, accompagnati per mano dall’amico Leonardo, presidente del Club, una serie di scatole cinesi, piene di sorprese, iniziando dalla preziosa carta che le avvolge, e che ha l’odore e il profumo della Pasticceria Dino, un paradiso di sapori capace di trasformare i fotografi in fini gourmet.

Sotto la carta è apparso l’incantevole paese di Dozza (doccia, acqua). Un nome che è un paradosso per un posto dove l’amore per il vino è perfino sottoscritto nel motto sulla meridiana della piazza: l’ora del be e be (l’ora del bere e del ribere). Ma Dozza è anche la capitale dell’affresco moderno: una vera e propria galleria d’arte all’aperto con decine di muri decorati di bellissimi dipinti.

E poi, uscendo da una stradina che dà sulla piazza, veniamo sopraffatti dall’imponenza della Rocca di Dozza; un’altra sorpresa che, a sua volta, contiene un’altra meraviglia per gli occhi dei fotografi: in un’atmosfera quasi irreale, personaggi da sogno, evidentemente abitanti del tempo e del luogo, sono apparsi sulle strade acciottolate, nei saloni e sugli spalti della Rocca, animando le mura medioevali ed offrendosi generosamente, e con consapevole malizia (perché fotografi anche loro!), agli obiettivi, in un profluvio di scatti mai paghi.

Il viaggio nel tempo (e nello spazio) è proseguito a Marano, un paese ordinato e curato, dove c’è un campanile che non è un campanile, ma è vicino ad una chiesa che sembra fuori posto e che si affaccia su una strada, Via Ciottitrentadue, che si chiama così perché lì abitava la famiglia Ciotti  e 32 era il numero che davano alle case nelle strade laterali.  C’è una scuola, una bellissima struttura dove tutti noi avremmo voluto frequentare le elementari e dove gli amici del club La Rocca hanno la loro sede.

Di fronte alla scuola un comitato di benvenuto (presente anche il Sindaco e l’Assessore alla cultura!), ci accoglie all’ingresso di quello che appare essere qualcosa di più di un ristorante. Alla nostra curiosità un signore risponde, con la cadenza bolognese: “Questo è un club privato, appartiene agli abitanti di Marano, perché era una stalla e loro, con le loro braccia e i loro soldi, l’hanno trasformato in quel che è ora. E continuano ancora a fare volontariato per la manutenzione e per i servizi. Qui sono tutti volontari!”. È un altro mondo o un altro tempo?

E poi il pranzo, all’altezza della fama degli emiliani: semplice, genuino, buono dal primo tortellino (quelli piccolini, in brodo) fino all’ultimo bocconcino di dolce.

Dopo il pranzo, la passione per le immagini fotografiche anima il pomeriggio: da un lato le nostre foto e dall’altro il pubblico esperto e garbato (ma senza piaggeria) del club amico. I fotoamatori de La Rocca, hanno commentato i lavori presentati con puntualità e competenza, offrendo il loro contributo costruttivo agli autori, ben felici di riceverlo.

Vorremmo rimanere ancora un po’, ma l’ora è tarda e l’autista ci chiama. Rimane il tempo per un saluto, un abbraccio, una promessa per un prossimo incontro.

Dal finestrino dell’autobus le nostre espressioni felici si specchiano in quelle dei nostri amici.

Alla prossima e grazie della magnifica giornata!

Riccardo Innocenti

Fotografie di Daniela Danelli e Paolo Fichera


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