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Una grande storia minima pistoiese

L'ultimo venerdì dell'anno niente Club, come familiarmente lo chiamiamo noi. Scelgo comunque di rimanere ancora con voi perché ieri sera c'è stata un'assemblea tanto diversa da non riuscire a dimenticarla neppure a notte fonda. Addormentarsi era oltremodo difficile e non ci sono riuscito. Troppa la gioia per quell'unanimità che poco prima aveva concesso il meritato riposo a ciò che ancora di Giovanni rimane e così, un bagliore accecante, mi impediva di addormentarmi illuminando il ricordo delle sconfortanti attese e delle disilluse motivazioni di anni, tristemente condivisi con il mite Gaetano a rincorrere appuntamenti, mail, fotocopie, telefonate, numeri di protocollo, lettere e fax. Speravo fosse lui a darci la notizia che tutti avremmo voluto invece, un triste giorno di settembre, davanti a quella tomba vuota, la delusione fu ancor più cocente. Comunque, nel nome del GFP, non ci siamo mai arresi ed il finale lo conoscete.

altAdesso mi piace però immaginare Giovanni sull'enorme poltrona marrone, avvolto nell'inseparabile nuvola della sigaretta, sorridente per la voce roca ed interrotta da un improvviso colpo di tosse come lo era quando, tornando dal lavoro, gli portavo il fumetto che aveva ordinato all'edicola vicino a casa. Prigioniero di scale troppo irte e troppo strette per quel corpo sui cui movimenti impacciati ironizzava spesso, varcava gli angusti confini della poltrona con la fantasia se solo Paolo, Patrizio, Marco o Maurizio andavano a trovarlo con una cartella di foto sotto il braccio o quando Gaetano e Giampiero gonfiavano di forza i loro muscoli per condurlo nell'amata sede di Via de' Rossi. Lì era ancor più sereno e quando i complimenti alle sue foto diventavano ovazione si schermiva, felice di minimizzare il suo enorme sapere. Non era amico di questo o di quello ma era amico del GFP; disponibile a dispetto dei limitati movimenti era prodigo di esortazioni ma non di consigli, d'idee ma non di rifiuti e sono certo sarebbe piaciuto ai giovani di adesso così come piaceva a noi, giovani di quegli anni. E allora permettetemi di essere orgogliosamente contento che, nel momento dell'importante decisione, quanti non l'hanno conosciuto si siano affidati al nostro parere. Li ringrazio dal profondo del cuore.

Il 2012 sta iniziando bene e spero sia un buon anno.

Auguri, carissimi Amici.

Carlo Bartolini


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