Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.

Giovanni Barbi e il tema della femminilità

Le mie opere, già presentate da un importante esponente della critica fotografica italiana come Wladimiro Settimelli, propongono immagini di volti e corpi femminili realizzate usando, attraverso un processo di "manipolazione", tecniche di sviluppo e stampa rigorosamente fotografiche; senza cioè l'utilizzo di matite, inchiostri, tempere o pennarelli ed esaltando la femminilità con processi di solarizzazione (parziale o totale) e tecniche di ripresa highlight, howlight (in fase di stampa) funzionali a presentare, in forma molto sublimata, quella grossa componente sensuale che è il tramite primo, ma non elementare, fra la psicologia maschile e quella femminile

La mia formazione culturale deriva da a una lunga esperienza fotografica iniziata come giornalista, proseguita come coordinatore di gruppi fotografici impegnati nel censimento visivo dei problemi sociali e giunta ad una originale tecnica di racconto del corpo e del volto della donna.

Una mostra è il momento di dialogo indispensabile fra le proprie convinzioni estetiche e psicologiche ed i "lettori" dell'immagine fotografica e, in proposito, merita ricordare quanto, in termini estremamente chiari, Germano Celati afferma nella presentazione al catalogo della mostra veneziana di Mapplethorpe:

"L'arte ( e poi la fotografia) diventa il luogo da cui partono associazioni attive, capaci di rendere palesi i propri desideri e le proprie pulsioni. Qui si incontrano motivazioni e necessità oscure, personaggi e raffigurazioni che suscitano meraviglia, i quali concorrono a formare immagini e racconti, emotivi e personali, che portano alla nozione di sé stessi".

E' quindi anche per queste ragioni che il confronto, non sempre facile, impegna nella ricerca di forme espressive adeguate alle sensazioni e realizzate con tecniche di laboratorio esteriormente complesse ma strettamente controllate.

La proposta tecnica offerta dalle mie immagini richiama la necessità di uscire da una fotografia contemporanea esasperatamente computerizzata che, non consentendo linee creative al fotografo, lo costringe a sottostare, in misura sempre maggiore, alle esigenze di un mercato dell'immagine troppo legato ad un linguaggio elementare caratterizzato dal sensazionalismo e, fatto ancora più grave, da una stretta dipendenza dei canoni coloristici della pubblicità fotografica commerciale.

In queste immagini l'elemento elettronico è stato bandito ed ognuna nasce (in esemplare unico) da un'incontro con la modella mirato ad esaltarne quelle potenziali curiosità, sensualità, narcisismo, dedizione, pazienza ed affettività la cui naturalezza è troppo spesso nascosta e mortificata fra le pieghe di stereotipati cliché quotidiani.

Giovanni Barbi


Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna