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T-stop vs f-stop

Il significato del termine T-stop e la sua relazione con f-stop

Il termine T-stop, in ambito fotografico, viene sempre più frequentemente citato, soprattutto parlando di DSLR, le fotocamere reflex in grado di fare riprese video.
Se ne parla, a proposito ed a sproposito, come caratteristica degli obiettivi, in alternativa all'f-stop, dando per scontato il significato di questo termine e dimenticando spesso di definirlo.
Oltretutto, la voce T-stop non compare neanche nei manuali di fotografia. Infatti, come vedremo, questo termine non appartiene al mondo della fotografia, bensì a quello della cinematografia.

Ricordiamo che la misura del diaframma, detta anche f-stop, è il rapporto numerico tra la lunghezza focale e il diametro del diaframma dell'obiettivo. Ad esempio, un obiettivo da 100mm con diametro della lente di 50mm, avrà il diaframma di massima apertura f:2, ovvero, 100mm : 50mm = 2.
Riducendo (o aumentando) il diametro del diaframma fino a dimezzare (o raddoppiare) il passaggio della quantità di luce, abbiamo ridotto (o aumentato) di uno stop l'apertura. Per maggiori dettagli, leggere la pillola Tutti i numeri del diaframma.

 Obiettivo CinemaCome sappiamo, la parte ottica di un obiettivo è costituita da un gruppo di lenti di vetro trattate per avere la massima trasparenza e per limitare al massimo la riflessione della luce. Tuttavia, anche nei migliori obiettivi, una parte della luce viene riflessa e non oltrepassa il gruppo di lenti. L'efficienza nella trasmissione della luce di una lente (e quindi anche di un obiettivo) viene detta trasmittanza e si esprime in percentuale (100% = massima trasmittanza) o numerica (1 = massima trasmittanza).

Il T-stop, indica l'apertura del diaframma corretta per la trasmittanza del gruppo ottico. Ovviamente, il T-stop non potrà mai essere inferiore all'f-stop, ovvero, la luce trasmessa non potrà mai essere superiore a quella raccolta dalle lenti.
(nell'immagine, un obiettivo con la scala T-stop)
Per calcolare il T-stop, conoscendo la trasmittanza, possiamo applicare questa formula: {tex inline} T stop={f stop \over \sqrt{T}}} {/tex}. Ad esempio, un obiettivo f:2.8 con una trasmittanza del 50% avrà T-stop = 4. {tex inline} T stop={2.8 \over \sqrt{0.50}} = 4 {/tex}
Come ci conferma anche la nostra conoscenza empirica: infatti, una riduzione della luce della metà, corrisponde alla perdita di uno stop (da f:2.8 a f:4).

La maggior parte degli obiettivi ha una trasmittanza compresa tra il 90% ed il 60%, quindi, un obiettivo f:2.8 potrà avere il T-stop alla massima apertura compreso tra 3.0 e 3.6 a secondo se si tratta di un obiettivo ottimo o mediocre.

Negli obiettivi per le riprese video, viene utilizzato il T-stop al posto dell'f-stop per mantenere lo stesso livello di luminosità anche cambiando focale. Questo spiega perché se ne parla a proposito di fotocamere DSLR.

È evidente allora che, se si effettuano riprese con una DSLR con un solo obiettivo fotografico, conoscere il T-stop è assolutamente inutile. Potrebbe essere invece utile conoscere il T-stop, nel caso si vogliano montare più scene riprese con obiettivi diversi.
Tuttavia, negli obiettivi fotografici, la trasmissione della luce non è sempre costante al variare del diaframma, pertanto, risulta molto complicato ottenere riprese video con luminosità costante utilizzando obiettivi fotografici.
Inoltre, negli obiettivi fotografici, si può intervenire sull'apertura del diaframma, ma solo secondo quanto previsto dalla casa costruttrice e, quindi, non necessariamente compatibile con le correzioni dovute alla trasmittanza.

Infine, è bene ricordare che, anche se la trasmittanza è un parametro importante per la valutazione della qualità di un obiettivo fotografico, il T-stop non è un parametro utilizzato per la fotografia, dove, invece, viene utilizzato l'f-stop.

 Riccardo Innocenti


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